4 Ottobre 2009: nasce un nuovo movimento
Di Federico Meconi 74 views
Tutti noi siamo lieti di comunicarvi che è sorto un nuovo e rivoluzionario modo di fare ed intendere la politica: il Movimento a 5 stelle.
E’ ovvio che ci troviamo in totale accordo con quanto in esso viene affermato e,anzi, tale programma, assieme al nostro statuto e alle nostre idee, sarà alla base delle nostre azioni e del nostro agire politico.
Qui di seguito sarà possibile trovare il programma del Movimento a 5 stelle per leggerlo, scaricarlo e stamparlo.
LINEE-PROGRAMMATICHE-DEL-MOVIMENTO-5-STELLE-BEPPEGRILLO
Inno allo yogurt
Di AssociazioneFrascati5Stelle 56 views
Dedicato a chi vuole sentirsi leggero: se comprate Yogurt per regolarizzare i vostri ritmi intestinali ed i risultati sono scarsi o del tutto inesistenti un motivo c’è, il vostro intestino ed il vostro colon vogliono farvi capire che negli almeno 3500 km medi che un vasetto percorre prima di arrivare sulla vostra tavola (fonte OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità) i fermenti lattici muoiono o si riducono significativamente. E, inoltre, un vasetto inquina per essere di plastica (vasetto), alluminio (coperchio) e cartone (involucro esterno), per non parlare del TIR che lo trasporta inondando di anidride carbonica e nanoparticelle il mondo.
Se non volete diventare clienti fissi di un gastroenterologo forse parlare con i membri del meetup o i simpatizzanti della lista grillo di come sia semplice, sano, pulito e conveniente farsi lo yogurt in casa può aiutare, anche perchè, invece di uscire per comprare una merce inutile, potrete passare più tempo con chi amate, oppure leggendo nella biblioteca comunale, chiacchierando con i negozianti del centro storico oppure giocando a palla prigioniera o lanciando coriandoli (se proprio non vi va di fare altro)…
Se la tua casa beve troppo
Di AssociazioneFrascati5Stelle 37 views
La casa a basso consumo: il contributo più grande per l’ambiente
“Il nostro contributo al miglioramento del mondo deve consistere nel mettere ordine nella nostra casa.”
Mahatma Gandhi
Gli italiani in casa premono troppo sull’acceleratore. Per scaldare le proprie case devono smanettare le caldaie molto di più di quanto non si faccia nel Nord Europa. Le nostre abitazioni insomma sono letteralmente assetate di carburante e incidono sull’atmosfera molto di più delle nostre automobili.
Per soddisfare il Protocollo di Kyoto o contenere le emissioni di CO2 dovremmo anzitutto intervenire sugli edifici, che sono responsabili del 40% dei consumi energetici totali e delle conseguenti emissioni di gas serra. La casa a basso consumo è la nuova frontiera dell’ecologia che ridisegna la nostra impronta ecologica nelle giuste proporzioni.
Se la casa consuma meno dunque anche i costi diminuiranno, sia quelli economici sia quelli ambientali. Anche per la casa infatti vale lo stesso principio delle auto: meno consumi uguale meno costi e meno inquinamento.
Da tempo ormai si parla di risparmio energetico, una formula che ci richiama in mente subito le lavastoviglie. Ma mentre gli elettrodomestici incidono per circa un 8% sui consumi di energia, il riscaldamento degli edifici incide in maniera assai più rilevante con il 53% degli sprechi.
Tutto dipende principalmente dalle tipologie costruttive. In Germania non si danno concessioni edilizie per case che consumano più di 70 kw/h all’anno per metro quadrato, in Italia, a fronte di temperature decisamente più miti, ci attestiamo mediamente sui 150-200 kw/h. E’ come se le nostre case dovessero consumare di più perché sono più sportive o di alta cilindrata. Il nostro problema è quello del mancato contenimento degli sprechi e di una coibentazione degli edifici poco accorta, con ripercussioni anche sul confort abitativo.
Le esperienze positive dei paesi del nord Europa dimostrano chiaramente che una coibentazione ben progettata e realizzata correttamente è la via più pratica e al tempo stesso più economica per la salvaguardia del nostro ambiente dai gas di scarico dei sistemi di riscaldamento a combustione.
L’Unione Europea ha imposto una normativa sull’efficienza energetica degli immobili, che permette di attribuire alle case quell’etichetta energetica che vediamo stampata su frigoriferi e lavatrici. In Italia la certificazione energetica degli edifici è già stata recepita e regolamentata dal Decreto Legislativo 311/06. A partire dal 1° luglio 2007 è già entrata in funzione per gli edifici oltre i 1000 mq di superficie nel caso di trasferimento a titolo oneroso. Dal 1° luglio 2008 vi sarà l’obbligo di predisporre il certificato energetico anche per gli edifici di superficie inferiore, ad esclusione delle singole unità immobiliari per le quali l’obbligo scatterà dal 1° luglio 2009, che saranno oggetto di compravendita.
Gli interventi di risparmio e le soluzioni di contenimento del fabbisogno energetico nella casa garantiscono dei risultati sul piano economico, conferendo maggiore valore e durata all’immobile. La classe di appartenenza infatti andrà sempre di più a condizionare il prezzo sul mercato. A fronte di un leggero investimento iniziale si potrà ridurre considerevolmente il costo di esercizio della casa per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti.
Anche un intervento di ristrutturazione può essere vantaggioso sia per i proprietari che vedono aumentare il valore dell’immobile e la sua durata, sia per gli inquilini che riducono il costo delle bollette. Esistono ovviamente calcoli e considerazioni da farsi per ogni contesto specifico, ma gli interventi che si possono fare sono molti, alcuni dei quali davvero semplici da eseguire e a basso costo.
Verso la casa passiva
Ampiamente diffuse in Germania, Austria e Alto Adige le case passive sono edifici che hanno un fabbisogno annuale di riscaldamento talmente ridotto da permettere di rinunciare ad un sistema di riscaldamento tradizionale. La denominazione “passiva” si riferisce ad un particolare standard costruttivo basato sull’integrazione di tecnologie e materiali appropriati che assicurano all’edificio un’elevata qualità abitativa e una sensibilissima riduzione dei consumi energetici. L’edificio è caratterizzata da un involucro altamente coibentato e privo di ponti termici, con ampie vetrate a sud, e dotata di un sistema di ventilazione controllata con recupero di calore. La casa diventa così in grado di sfruttare “passivamente” gli apporti solari e le sorgenti di calore interne (persone, apparecchiature, macchinari, illuminazione artificiale), senza richiedere l’adozione di un impianto termico convenzionale per il riscaldamento invernale. L’effettivo valore del carico termico specifico deve essere minore o uguale a 10 W/m2 (Watt per metro quadrato di superficie netta riscaldata); anche nei giorni più freddi, i carichi termici sono così bassi da rendere superflui altri sistemi separati di produzione e di distribuzione del calore. La realizzazione di case passive impone limiti restrittivi, ma è anche vero che in Italia, grazie alle condizioni climatiche più favorevoli, i parametri degli edifici passivi si raggiungono con meno sforzi.
Riducendo tecnica e materiali impiegati, il consumo di un edificio passivo sarebbe di soli 15 KWh/m2a come nei paesi dell’Europa Centrale, mentre, mantenendo gli stessi accorgimenti tecnici, con ogni probabilità si arriverebbe ad un valore prossimo allo 0.
In Austria ci sono già ben 2500 case passive abitabili. Nel Paese al di là delle Alpi la casa che consuma meno di 15 kwh/m2 è ormai diventato uno standard. Villette, condomini o plurifamiliari, ma anche uffici o palazzi commerciali, asili, scuole e persino chiese…o anche Fiere come quella costruita a Wels, cittadina vicino a Linz. In tutto sono già 18 mila gli austriaci che possono usufruire del comfort di una casa ecologicamente “correct”. L’aumento dei costi energetici risulta del tutto ininfluente per case il cui consumo è pressoché nullo. Nel 2010 si calcola che il 30% degli edifici saranno costruiti con questi accorgimenti, che rispetto ad una casa a basso consumo costa solo il 4% in più in Austria e il 10-15% in più in Italia. Un paio di settimane fa il Parlamento Europeo ha richiesto alla Commissione Ue di introdurre la casa passiva come standard per le nuove costruzioni dall’anno 2011, in modo da contenere al massimo le emissioni inquinanti e le conseguenti alterazioni climatiche.
Marta Carugati
La società in cui viviamo
Di AssociazioneFrascati5Stelle 56 views
Ci sono tante famiglie che, vivendo nello stesso condominio, iniziano a pretendere la raccolta differenziata per il riciclo e cercano i detersivi alla spina.
Ci sono sempre più famiglie che hanno capito che con 15 euro a settimana possono autoprodurre per 4 persone: biscotti, yogurt, dolci, pane e formaggio, facendo una bella scampagnata dall’agricoltore di fiducia (che coltiva in modo biologico) per prendere il latte alla spina.
Ci sono sempre più persone che hanno scoperto che il rapporto con una merce migliora nel tempo perché si impara ad usarla sempre meglio e, prima di trasformarla in rifiuto, ci pensano bene perché quello che va di moda è spesso più fragile e meno efficiente, oppure ci dà cose che non ci servono e sono solo “trendy”…
Ci sono tanti condomini che iniziano ad attrezzarsi con impianti di microcogenerazione o, addirittura, fotovoltaici.
Ci sono sempre più famiglie che investono sulla coibentazione della loro abitazione per stare caldi d’inverno e freschi d’estate, spendendo il meno possibile in energia, per vivere meglio.
Ci sono tante famiglie che iniziano ad avere un orto: servono 250 metri quadrati per produrre quanto basta per 4 persone tutto l’anno ed essere certi che non sono stati usati OGM o concimi chimici ma solo compost e concimi naturali.
Ci sono sempre più famiglie che, vivendo in città e non avendo un orto se lo inventano negli spazi condominiali usando grandi vasi con risultati stratosferici, sia di raccolto che di nuove conoscenze ed amicizie.
Ci sono sempre più aziende che producono beni con l’obiettivo di farli durare il più possibile, chiedendo ai propri dipendenti la massima qualità e non la massima produttività.
Ci sono sempre più aziende che producendo si prefiggono di rispettare l’ambiente.
Ci sono sempre più aziende che puntano su partnership intelligenti, vicine territorialmente e sulla logistica avanzata per accorciare le filiere.
Ci sono sempre più famiglie e più aziende che condividono una visione del futuro che non poggia sulla produttività e sui consumi esasperati ma sulla qualità dei beni prodotti e sul loro uso rispettoso dell’ambiente.
Leggi il nostro programma!
Sintesi del nostro programma ovvero del Programma delle Convenienze
Di AssociazioneFrascati5Stelle 42 views
E’ difficile spiegare come si è arrivati ad un programma così semplice e chiaro… l’importante è poterlo condividere con tutti i concittadini e rimboccarsi le maniche…
Frascati sarà una comunità in cui, grazie alla logistica integrata ed all’adesione di un progetto comune i produttori saranno vicini ai commercianti ed ai ristoratori (per fare un paio di esempi) perché i cittadini dispongano di beni la cui provenienza è certa e che non hanno inquinato le strade d’Italia per arrivare nelle loro case, ed in cui nelle mense scolastiche, si impiegano alimenti biologici provenienti dalle imprese agricole del comune.
Frascati sarà una città in cui tutti, cittadinanza, istituzioni e realtà produttive puntano ad avere rifiuti zero nell’arco di 5-7 anni (ci riescono tutti nel mondo ma in Italia…)
Frascati sarà una città in cui la mobilità ed i trasporti sono ben organizzati ed i bambini con le loro mamme, i pedoni ed i ciclisti sono tutelati davvero.
Frascati sarà una città in cui tutto è a misura di bambino e le tutte le barriere, non solo quelle architettoniche, sono state cancellate per davvero.
Frascati sarà è una città che punta a riqualificare i propri edifici per consumare meno energia ed inquinare meno, creando posti di lavoro stabili e durevoli proprio partendo dalla riqualificazione del settore edilizio, ed in cui ogni nuova licenza edilizia è concessa solo se gli standard di consumo energetico sono coerenti quelli della Provincia autonoma di Bolzano (per cui si consuma ed inquina mediamente due terzi di meno che in un’abitazione tradizionale).
Leggi il nostro programma!
Senza parole
Di AssociazioneFrascati5Stelle 49 views
In Germania nel 2006 le energie rinnovabili direttamente e indirettamente (indotto) hanno permesso la creazione di 259 mila posti di lavoro che diventeranno 500.000 nel 2020 e 700.000 nel 2030.
In Spagna nel 2006 le energie rinnovabili direttamente hanno permesso la creazione 89 mila nuovi posti di lavoro e indirettamente (indotto) 99 mila.
Le fonti di energia rinnovabili in Spagna forniscono il 24% dell’elettricità consumata su base annua.
A livello mondiale, poi, i dati dell’ UNep (agenzia Onu per l’ambiente) espongono che i posti di lavoro “verdi” sono 100 milioni su tre miliardi di occupati e prevedono un incremento di altri 100 milioni entro il 2030.
L’industria delle fonti rinnovabili negli ultimi cinque anni a livello mondiale ha creato 2,3 milioni di posti di lavoro, tra venti anni varrà 630 miliardi di dollari e sorpasserà per posti di lavoro globali le fonti fossili: la seconda grande fonte occupazionale sarà l’efficienza energetica.
In Italia tutti i politici pensano al nucleare…
Noi per Frascati abbiamo risposte e proposte serie, verificabili e, soprattutto convenienti, leggi il nostro programma.
La dirompente forza della riqualificazione
Di AssociazioneFrascati5Stelle 39 views
Tra il 2002 e il 2004 in Germania gli interventi di per rendere gli edifici più resistenti agli agenti atmosferici (coibentazione) su 200.000 appartamenti hanno creato 25.000 nuovi posti di lavoro e ne hanno salvati 116.000 nonostante il settore edilizio fosse in recessione. (Dato Worldwatch institute).
In Italia quanti sindaci ed assessori all’urbanistica avranno il coraggio di cambiare i regolamenti comunali essendo quasi tutti strettamente collegati all’industria edilizia ? Vi rendete conto di cosa significhi riqualificare gli operai? Mica siamo a Cuba, in Italia le rendite di posizione della casta (a tutti i livelli) vanno mantenute ad ogni costo (altrui ndr), eventualmente bloccando il sistema paese. Per paralizzare la sanità basta far scegliere ai politici i manager o, peggio, dare ai medici obiettivi da imprenditore (come far guidare una barca a vela ad un pilota di rally). Per paralizzare la giustizia basta affidare ruoli organizzativi e manageriali a politici e magistrati (come chiedere ad un elefante marino di volare ad alta quota) e, poi, accusare i primi di malasanità ed i secondi di incapacità. Non parlo delle banche perché lì vanno di moda CDA pieni di politici o debitori di politici e quindi rischio di non potermi più godere questo sole.
Noi abbiamo per Frascati risposte e proposte serie, verificabili e, soprattutto convenienti, leggi il nostro programma.
La forza dei piccoli
Di AssociazioneFrascati5Stelle 43 views
Le imprese familiari e le Piccole e Medie Imprese (PMI) sono la vera risorsa dell’Italia ma rappresentano anche la fine dei politici di una volta: stanno attente agli sprechi, ragionano su ogni progetto ed evitano gli errori. Come può un politico fidarsi di loro? Perché dovrebbe agevolarle se il loro sviluppo sul territorio va a tagliare le gambe alle grandi imprese con cui i politici sono abituati a trattare?
Le PMI riqualificano sul serio le loro maestranze, perché devono stare sulla cresta dell’onda per non soccombere.
Come può un politico trarre vantaggi da gente che ha un potere contrattuale elevato ed è conscia delle proprie possibilità? I politici sono abituati a speculare demagogicamente sulle paure: paura della disoccupazione, paura della recessione, paura del cambiamento climatico…
Ma v’immaginate i politici parlare competentemente di sviluppo e scenari ?
Tutti impapocchiano 4 numeri a caso presi dall’istat o da qualche ricerca ma non sanno come fare per cambiare le cose, altrimenti dovrebbero dire cose serie come ad esempio che Ises Italia prevede che grazie all’adozione delle fonti energetiche rinnovabili in Italia entro il 2010 verranno creati almeno (sottolineo almeno) tra 60 o 70 mila nuovi posti di lavoro.
Tutti sanno che, in Europa l’EREC (European Renewable Energy Council) valuta in 400 mila i posti di lavoro già creati dalle energie e tecnologie verdi. Diventerebbero 2 milioni se la Ue metterà in pratica il programma 20 – 20 – 20, ma vi diciamo sin d’ora che l’Italia sicuramente non rispetterà quegli obiettivi. E vi diciamo pure che nessuno né a destra né a sinistra né al centro cercherà di usare argomenti così convincenti in campagna elettorale: dovrebbe studiare troppo ed andare incontro all’ignoto.
Noi per Frascati abbiamo risposte e proposte serie, verificabili e soprattutto convenienti. Leggi il nostro programma!
PROGRAMMA
Di AssociazioneFrascati5Stelle 43 views
E’ stata presentata presso il comune la lista civica “Frascati a 5 stelle amici di Beppe Grillo”. Cliccando sull’icona sottostante, è possibile scaricare il programma amministrativo dettagliato, che è alla base della nostra campagna elettorale.

Andando invece sulla seguente icona sarà possibile il download del programma elettorale.

Ecco di seguito i nomi dei 14 candidati alla carica di consigliere comunale e del nostro candidato alla carica di sindaco:

Serafini Domenico (candidato a sindaco)
1) Caputo Giuseppe
2) Ferrazza Maria Rita
3) Dessì Emanuele
4) Delzeri Giorgio
5) Meconi Federico
6) Marini Alessio
7) Antonelli Gabriella
Baleanu Petre Mihai
9) Bedetti Marco
10) Serafini Roberto
11) Bernardini Tiziana
12) Porroni Roberto
13) Santoro Lucia
14) Raponi Augusto



ottobre 7th, 2009